Ho cercato degli IMAP provider gratis su internet, e i piu’ famosi sono Gmail
e AOL ma nessuno dei due e’ perfetto.
Chiedo cosi’ tanto? Ora mi sono installato un server mail personale ma possibile che non ci siano alternative?
Per casa o per un piccolo ufficio, quali sono le opzioni a basso costo (cioè gratis)? Per Linux, non ne parlo neanche tanto le soluzioni sono comuni e buone, ma per Windows la situazione è diversa…
Ci sono altre opzioni, ma niente gratis che comprenda il supporto IMAP.
Indovinate cosa voleva dire… “Check, please!” che, in americano, si traduce con “Il conto, grazie”. Dal videogioco “Saints Row 2″, magari il traduttore e’ stato confuso dall’accento britannico del personaggio principale…
Qualcun altro ha problemi come me? Io mi sto riscaricando il vecchio maps da http://handheld.softpedia.com/get/Educational/Maps/Google-Maps-S60-3rd-Edition-53314.shtml per provare a vedere se e’ quello il problema… Ma dovevo proprio prendere l’offerta di Vodafone?
Una delle cose che mi fanno saltare la mosca al naso è il fatto che la gente non sappia che il Codice Fiscale italiano sia calcolato esattamente (cioé è una funzione) del nome, cognome, data e luogo di nascita (vedi Wikipedia). Inoltre, è altrettanto facile dal Codice Fiscale risalire ai dati anagrafici (beh per il nome e cognome bisogna aggiungere le vocali a naso), e quindi quando ci chiedono sia il Codice Fiscale che altri dati, ci stanno solo facendo perdere tempo.
Negli Stati Uniti invece la situazione è diversa e teoricamente il Social Security Number è segreto e personale, ma ovviamente qualcuno è riuscito ad indovinare il processo di assegnazione del codice e questo potrebbe essere davvero un problema per la sicurezza online ma non solo…
Ieri alla radio ho sentito una pubblicità di una scuola di lingue che proferiva “La nostra scuola è davvero conveniente.” e per simpatia subito traduceva “Our school is very convenient.” e continuava sciorinando le offerte a prezzi speciali. Almeno una scuola dovrebbe sapere che conveniente-convenient sono false friends!
Ne vedo un sacco, e molte me le dimentico… Ora sul momento, mi ricordo un episodio dei Simpsons dove cade un fucile a pallini da un albero sparando nel sedere di Homer che si lamenta “La mia guancia buona!”: ed e’ vero che in inglese guancia e chiappa si dicono entrambi “cheek” ma vi pare che abbia voluto fare una battuta che non fa ridere? Dalla Gazzetta dello sport di oggi, si parla di George Best che “amava fare gol dentro e fuori dal campo”: dovessi immaginare, il Sun aveva scritto “score”, che significa sia fare un gol che fare sesso (un pochino volgare, ma nello stile del Sun), ma in Italia si dice “fare gol” invece che “andare a letto con qualcuno”?
Ieri sera guardando CSI New York una detective non era convinta delle prove perchè glielo diceva la sua “pancia”. A meno che non avesse mangiato cibo cinese avariato la sera prima, in italiano non le parlava la sua “pancia” ma il suo istinto (vedi “gut feeling”).
Durante invece DS9, il ferenghi pensa di avere perso l’udito da un orecchio e si mette a dire “Hello! Hello! Hello!” che hanno tradotto con “Ciao! Ciao! Ciao!” mentre assai più appropriato sarebbe stato “Pronto! Pronto! Pronto!”. Ignoranti! Ignoranti! Ignoranti!
Oggi prima puntata di American Dad su Italia 1 e neanche a farlo apposta, prima cavolata. Il figlio Steve diventa presidente del consiglio degli studenti e il giornale titola “Steve wins in landslide” e il doppiatore legge “Steve vince a landslide”, come se landslide fosse un posto, ma landslide significa solamente frana, e questa è un’espressione comune per dire che ha vinto con un sacco (una frana) di voti in più degli altri. Hmmm devo scoprire chi è in carica di queste traduzioni, e comunque insegnare un po’ di inglese ai doppiatori che potrebbero lamentarsi delle strampalate cose che dicono…
Ieri sera per rilassarmi mi sono visto Coupling, ma chiaramente c’era un errore madornale e mi sono ritrovato a volermi mangiare le braccia per la frustrazione. Nella scena, Oliver ci sta provando con Jane e la vorrebbe riportare a casa, e lei dice “Mi stai solo riaccompagnando a casa, d’accordo? Non puoi aspettarti di salire in casa con me e passare la notte, come se fossi Taxi Driver!”. Si, le parole Taxi Driver non sono state tradotte, ma perché? Secondo me doveva essere tradotto in un normale “tassista” e la battuta (e chiaramente spiegandola adesso diventa istantaneamente non divertente) è che Jane va a letto con tutti i tassisti che la riaccompagnano a casa, e non capisco il riferimento al film di Scorsese. dove non mi pare che passi neanche mai per la testa a De Niro di andare a letto con la Foster che è praticamente una bambina.
Se c’è una cosa che il mio soggiorno negli USA mi ha rovinato per il resto della vita è la capacità di guardare i film o la tv doppiati. Non che ce l’abbia coi doppiatori, che molte volte sono eccellenti, anche se a volte tolgono parti importanti. Esempio: Arnold Schwarzenegger, che in italiano è doppiato da un bravo attore con perfetta pronuncia italiana, e in inglese, soprattutto nei primi film, parla un americano/austriaco che pare di sentire Frau Blücher, o Fantozzi che imita un tedesco. Comunque la maggior parte dei problemi nasce dalle traduzioni scadenti, ma così tanto che mi viene da pensare che vengano fatte al volo. Non passa più di mezz’ora prima che io sia disturbato da una battuta incomprensibile in italiano, che devo ritradurre a mente in inglese per capire che diceva. E qui non parlo dei giochi di parole intraducibili ma di vere e proprie sviste.
Questa settimana, Italia 1 ha riproposto la prima puntata di House (grande telefilm, poi girato da Bryan Singer, anche meglio) dove House dice a Cuddy “Come dice il filosofo Iagger: Non si può sempre avere quello che si vuole” e qualche scena dopo Cuddy replica “Ho controllato quel tuo filosofo Iagger, hai ragione, non si può sempre avere quello che si desidera, ma con la determinazione ci si può arrivare molto vicino”. Allora in inglese è una battuta su una canzone dei Rolling Stones “You Can’t Always Get What You Want” (del “filosofo” Mick Jagger) e i versi in questione sono “You cant always get what you want/But if you try sometimes well you might find/You get what you need”. Ora si capisce la battuta e tutto sommato il testo della canzone ha più attinenza alla situazione. Magari il traduttore non conosceva la canzone, e chissà per chi ha scambiato Mick Jagger, ma sarà anche per questo che la canzone della sigla di coda per l’episodio è proprio quella canzone dei Rolling Stones, anche se cantata da voci bianche.
Parte importante della dieta e’ anche cucinare di piu’ a casa e mangiare meno fuori. Quindi bisogna imparare! E ora i famosi zucchini ripieni della famiglia Mazza.
Porzioni per 2-3 persone.
1 kg zucchini
3 hg e mezzo di carne macinata
2 uova
pane grattuggiato
formaggio grattuggiato
3/4 cipolla , 1 spicchi d’aqlio, prezzemolo, basilico
Lavare e mettere a bollire le zucchine (con poco sale) per circa 5 minuti. Scolare, dividere a meta’ per lunghezza e lasciare raffreddare un poco le zucchine. Svuotarle e metterle sulla teglia da forno. Tritare i ripieni e metterli dentro una padella dove abbiamo fatto soffriggere della cipolla. Aggiungere quindi aglio tritato e prezzemolo e la carne macinata. Fare cuocere poco tempo fino a che la carne inizia a cambiare colore e buttare tutto nel mixer aggiungendo due uova, il pane grattuggiato e il formaggio. Mixare poco. Riempire gli zucchini e spolverare per con pane grattuggiato. Infornare per circa 30 minuti a 200 gradi.